Roma, la maratona e il cuore di chi non molla mai

Roma, la maratona e il cuore di chi non molla mai

La Maratona di Roma è sempre qualcosa di speciale. È una sfida contro se stessi, contro il tempo, contro la fatica, ma soprattutto è un viaggio tra la storia, tra i monumenti più belli del mondo, in una città che, nonostante le sue difficoltà, sa regalare emozioni uniche. Questa edizione l’ho corsa con la consapevolezza di essere pronto, di avere fatto tutto quello che potevo per arrivare al meglio, ma si sa, una maratona è imprevedibile e ogni gara ha la sua storia.

Una maratona tra le bellezze di Roma e le sue insidie

Il percorso della Maratona di Roma è qualcosa di magico e di dannato allo stesso tempo. Partire dai Fori Imperiali, scorrere accanto al Colosseo, attraversare Piazza Venezia, lambire la maestosità di San Pietro, il Tevere, la meraviglia di Piazza Navona e Piazza del Popolo… sembra quasi un sogno. Eppure, la realtà è che quei sampietrini, quelle buche, quelle strade sconnesse rendono ogni passo più difficile, ogni spinta più pesante, e la sfida ancora più grande.

Nonostante tutto, io amo questa maratona. L’ho amata nel 2017, quando l’ho corsa per la prima volta sotto il diluvio universale, e l’ho amata anche questa volta, nel 2025, perché la fatica che si prova tra quelle strade è ripagata dalla bellezza di correre in un museo a cielo aperto, sentendosi parte di una storia più grande.

Quattro ore e 23 minuti di pura emozione

Non è stata una gara facile, ma è stata una gara bellissima. Ho concluso la maratona in 4 ore e 23 minuti, un tempo che per me significa tanto. Significa allenamento, sacrificio, costanza, ma soprattutto passione. Non ho mai corso per il cronometro, ma per il gusto di esserci, di dimostrare che lo sport è davvero per tutti.

Ogni chilometro è stato un viaggio dentro di me. La fatica cresceva, ma ogni passo era un passo in più verso il traguardo. I tifosi lungo il percorso, le persone che incitavano, i compagni di corsa che condividevano sorrisi e parole di incoraggiamento… tutto questo è la maratona. Tutto questo è il motivo per cui continuo a farlo, perché non c’è nulla di più bello che sentirsi vivi, sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Monica e la forza della squadra

Questa maratona, come sempre, l’ho corsa con Monica. Lei è più di una compagna di gara, è una compagna di vita, una persona che mi sostiene e che io sostengo. Purtroppo, un infortunio l’ha colpita durante la corsa, e so quanto sia dura fermarsi o dover gestire il dolore mentre la testa e il cuore vorrebbero solo andare avanti. Ma se c’è una cosa che ho imparato dallo sport, è che non conta solo il traguardo, ma il percorso che fai per arrivarci. E so che Monica tornerà più forte di prima.

Ora, ci prendiamo un po’ di riposo, perché il nostro viaggio non finisce qui. Il 13 aprile ci aspetta un’altra sfida: la Maratona di Rimini.

Lo sport è di tutti

Anche questa volta ho corso con un pettorale normale e una carrozzina normale, perché la mia battaglia è questa: dimostrare che lo sport è davvero per tutti. Non servono categorie speciali, non servono barriere, serve solo la voglia di esserci e di dimostrare che l’inclusione è possibile.

Quante volte mi hanno detto che non avrei potuto farcela? Quante volte mi hanno guardato con scetticismo? Eppure, io sono qui, a raccontare un’altra maratona, un altro traguardo tagliato, un altro sogno realizzato. E non lo faccio solo per me, ma per chiunque abbia bisogno di sapere che si può fare, che la disabilità non è un limite, ma una caratteristica con cui si può convivere e con cui si può anche vincere.

Non mollate mai

Ogni maratona è una storia, e questa è stata la mia. Una storia di fatica, di emozione, di determinazione e di voglia di non fermarsi mai.

Ora il corpo chiede riposo, ma la testa e il cuore sono già alla prossima sfida. Rimini ci aspetta, e noi ci faremo trovare pronti. Perché il bello della corsa, della maratona, della vita stessa, è che non importa quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi e riparti.

Un abbraccio a tutti, e ricordatevi sempre: non mollate mai!

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